3 dic 2014

MALDINI E ZANETTI RE DEI FEDELISSIMI: ECCO LA TOP DIECI DELLE BANDIERE DEL CALCIO

Per un calciatore il concetto di “fedeltà” è fra i più ostici da assimilare. E non ci riferiamo a quella sentimentale (sulla quale è a volte davvero meglio stendere il classico velo), bensì a quella per la squadra, che li porta a cambiare casacca alla stessa velocità con la quale cambiano l’auto. Insomma, c’erano una volta le cosiddette “bandiere”, ovvero quei giocatori nati e cresciuti in un club e lì rimasti anche quando magari qualche pezzo grosso bussava alla loro porta (vedi il no di Gerrard al Real Madrid, sebbene il capitano del Liverpool ci pensi ancora oggi). Alcuni di loro sono tuttora in attività e sempre con addosso gli stessi colori (Casillas, Totti), ma la maggior parte ha ormai mollato il colpo e proprio il loro addio ha spesso contribuito all’inevitabile declino del club.
10 – Iker Casillas (Real Madrid) Magari non sarà più quella saracinesca impenetrabile che i tifosi del Real erano abituati a vedere fra i pali blancos, ma il campione del Mondo con la Spagna è sicuramente stato il più grande nel suo ruolo dell’ultimo decennio.
9 – Saeed Al Owairan(Al Hilal) Quasi universalmente considerato il miglior calciatore arabo di tutti i tempi, ha passato la sua intera carriera nella squadra saudita ed è anche l’unico ad aver vinto 5 volte di fila il titolo di miglior calciatore arabo tra gli anni Cinquanta e Sessanta.
8 – John Terry (Chelsea) Con lui basta l’acronimo, JT. In alternativa, vanno però bene i soprannomi di “capitano”, “leader” o “leggenda", fate voi. Di certo, quando deciderà di dire basta sarà un giorno difficile per i Blues, perché un altro così non si trova girato l’angolo di Stamford Bridge.
7 –Godfrey Chitalu (Kabwe Warriors F.C) Apprezzato anche da autentici mostri sacri del centrocampo come Pelè ed Eusebio, è considerato fra i migliori della sua generazione Soprannominato “Goalman” quando giocava per il suo record di reti in una sola stagione (107 reti in 62 partite), ora fa il commentatore sportivo, sia in tv che sulla stampa.
6 – Francesco Totti (Roma) Quando si dice essere innamorato a tal punto dei colori giallorossi da dire di no ad un sacco di club stranieri importanti pur di non lasciare mai la Magica. Per tutti è “il Capitano”, senza discussioni né fraintendimenti. E a vederlo ancor oggi in azione (chiedere referenze a Inter e Manchester City) non diresti mai che ha già spento 38 candeline.
5 – Steven Gerrard (Liverpool) Come Totti, anche Steven G ha rifiutato molte proposte, anche economicamente assai più vantaggiose del contratto Reds, pur di restare con la mitica Kop, alla quale ha regalato anche una Champions League. Vero, adesso ha il contratto in scadenza, ma i presupposti per il rinnovo (con comprensibile impegno centellinato visti i 34 anni) ci sono tutti, anche perché un Liverpool senza Gerro è durissimo da immaginare.
4 – Xavi (Barcellona) È stato parte fondamentale di una delle squadre più forti di tutti i tempi, nonché uno dei migliori centrocampisti del mondo. Diventato capitano del Barcellona dopo l’addio di Puyol, potrebbe però perdere l’etichetta di bandiera, perché il rinnovo coi catalani si fa attendere e gli Stati Uniti chiamano.
3 – Xavier Zanetti(Inter) Sarò un caso, ma da quando il leggendario capitano ha detto basta alla fine della scorsa stagione, è iniziato l’inesorabile declino dell'Inter, perché se già sostituire Mourinho è stato difficile, vivere senza la faccia d'angelo si sta rivelando quasi impossibile.
2 – Ryan Giggs (Manchester United) Dopo essere stato giocatore/allenatore a causa del licenziamento in corsa di David Moyes, in una delle stagioni più sciagurate della storia Red Devils, il gallese ha deciso di chiudere con il calcio giocato, accettando il ruolo di assistente di Louis Van Gaal. Ma sognando una panchina tutta sua, non necessariamente allo United, anche se è opinione comune che gli daranno proprio quella alla fine del periodo olandese.
1 – Paolo Maldini (Milan) Capitano del Milan per ben 15 anni nonché indiscussa leggenda calcistica al punto da mettere d’accordo anche i tifosi delle opposte fazioni, il terzino rossonero è stato uno dei migliori di sempre nel suo ruolo. Comprensibile dunque il motivo per cui sia oggi così difficile sostituirlo.