28 giu 2014

SICILIA: CASI DI POSSESSIONE DEMONIACA

Tre ragazzi siciliani sono finiti in ospedale nella notte di ieri dopo aver praticato una seduta spiritica con la cosiddetta tavola Ouija, uno strumento adoperato dagli spiritisti per entrare in contatto con il regno dei morti.
Consolata Maiolica di 22 anni, suo fratello Sergio di 23 e il cugino Fernando Ginestra si trovavano in un bungalov nel villaggio turistico di San Fratello(Me),  quando a qualcuno di loro è venuta la non troppo saggia idea di cimentarsi in un “gioco” di cui tanto avevano sentito parlare: la tavola Ouija.
Dopo qualche minuto dall’inizio della sessione la ragazza ha cominciato a ringhiare come inferocita, e anche Sergio e Fernando manifestavano i sintomi tipici della possessione, uniti a cecità, sordità e allucinazioni visive.
Un animatore del villaggio attirato dalle urla ha immediatamente fatto irruzione nella stanza dove i giovani si erano chiusi – fortunatamente non a chiave – e si è trovato davanti uno spettacolo spaventoso: i tre erano ridotti in uno stato selvaggio e urlavano e si dimenavano come fossero indemoniati.
L'uomo ha subito contattato l'addetto agli esorcismi del villaggio turistico, che però si è rifiutato di intervenire, a causa di problematiche legate a retribuzioni arretrate. Senza pensarci due volte ha allora chiamato i medici, che invece sono giunti rapidamente.
Enrico Pacini,, descrive così le operazioni di primo soccorso:
“Il salvataggio medico di questi tre giovani è stato molto complicato. Avevano movimenti involontari ed era difficile trasportarli al più vicino ospedale perché si dibattevano con una forza e un’energia mai visti, sembravano in uno stato di trance, a quanto pare dopo aver giocato con la tavola Ouija. I sintomi erano alquanto insoliti: allucinazioni visive, visione doppia, spasmi muscolari, difficoltà a deglutire. Abbiamo dovuto somministrare loro antidolorifici e sedativi prima di riuscire a condurli in ospedale.” Ora i giovani sono rinchiusi in un ospedale pschiatrico, ma difficilmente recupereranno le loro capacità mentali e intellettive.