
La ragazza era in compagnia di un collega universitario e stava facendo sesso, quando improvvisamente ha iniziato ad urlare di piacere fino allo svenimento. L’ospedale ha poi confermato che un orgasmo così prolungato, 16 minuti, è stato certamente la causa della morte. “Improvvisamente Alessia si è irrigidita, ha aperto la bocca ed ha iniziato ad urlare, e le pupille degli occhi giravano in tondo”, ha raccontato il patner che era presente durante la tragedia. L’amico ha poi aggiunto che, si è spaventato quando, dopo 10 minuti, Alessia era ferma nella stessa posizione, con gli occhi inespressivi, con la bocca aperta e urlava a gran voce. “Allo scoccare dei quindici minuti ho creduto opportuno chiamare l’ambulanza”, ha detto il compagno di studi. Su richiesta della famiglia, la polizia indagherà ulteriormente. Il medico legale, facendo un resoconto ad un inviato della testata di una testata locale, ha affermato che il patner della vittima pur non avendo avuto intenzione di uccidere, è stato in qualche misura responsabile della morte di Alessia in quanto ha provocato accidentalmente una lacerazione del nervo clitorideo, provocando il cosidetto "orgasmo perpetuo".